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Il tessuto sociale fiorentino è storicamente composto da rivalità, fazioni, interessi di parte, confronti aspri. Allo stesso tempo, al suo interno, si può cogliere una trama d’oro, posta particolarmente in luce da Giorgio La Pira. Una trama che dall’antichità arriva ai nostri giorni, e che mostra la vocazione della città all’accoglienza e al dialogo a tutto campo, sia in ambito civile che religioso. Una trama che ha fatto leva su l’attenzione alla persona e sulla relazione tra le persone per estendersi, in taluni casi, a proposte più ampie, che hanno influenzando scelte di carattere internazionale, alzando la voce di Firenze di fronte alle sfide che pongono al mondo intero visioni originate dal proprio particolare contesto culturale, o scelte di politica economica superate, egoisticamente miopi, nell’era dell’interdipendenza e della mondializzazione.
Il Centro Giorgio La Pira, sorto per iniziativa della Diocesi fiorentina, dal 1978 è sede d’incontro tra giovani di tutto il mondo e rappresenta un piccolo nodo vitalissimo di questa trama. La presenza di tanti popoli, lo costituiscono quale originale osservatorio sul pianeta, non in ostaggio dei mezzi d’informazione di massa, bensì testimone in prima fila della realtà internazionale, filtrata attraverso gli occhi, le esperienze e le storie di vita dei suoi frequentatori. Al cuore dell’Associazione vi è la priorità formativa e interculturale, subito chiara nelle parole dell’arcivescovo fiorentino Giovanni Benelli che, avendo constatato la realtà di disagio, di solitudine e amaro disorientamento di gran parte dei giovani esteri a Firenze, propugnava l’apertura di un “servizio di informazione, orientamento, incontro e di possibile assistenza”. Scriveva a Chiara Lubich, per chiederle di sostenere con alcuni volontari la struttura nascente indicando sull’esempio di Giorgio La Pira la linea dialogica  da percorrere: “(…) Ovunque ci sono ritrovi per dire a questi studenti le linee dell'intelaiatura esterna di questa nostra città. Ma chi ne rivelerà l’anima? (…) Noi vogliamo servirli questi giovani, conoscerli, fare che si sentano accolti. Porci al loro fianco rispettandoli e aiutandoli in tutto. Stabilire con loro un dialogo che coinvolga la nostra realtà di uomini che vivono oggi. Se sono musulmani li aiuteremo ad esserlo meglio, se  ebrei ad  essere ebrei migliori (…)” .   Negli anni, la struttura è cresciuta, rappresentando in città una vera casa dei popoli. Qui hanno avuto sede le prime associazioni di studenti e immigrati ed il Centro culturale islamico di Firenze, con la prima aula di preghiera della nascente comunità islamica toscana. Attraverso tale presenza di studenti e intellettuali stranieri, chi ha operato al Centro ha potuto prendere atto del profondo mutamento sociale che si andava preparando, trovandosi coinvolto in un’esperienza umana del tutto singolare che ha, in certo senso, anticipato e promosso atteggiamenti positivi di amicizia, di apertura, di reciproco apprendimento, di dialogo, sollecitando molti a superare il timore di smarrire la propria identità nel confronto sereno con gli altri. Gli incontri di studio, i convegni, le iniziative a sostegno di progetti di cooperazione internazionale promossi e attuati nei propri Paesi da ex studenti, la scuola di lingua italiana o quella di formazione politica, gli interventi di educazione alla mondialità richiesti dalle scuole fiorentine e molte altre attività, fanno del Centro La Pira, per le sue caratteristiche, un luogo unico a Firenze.

 

 

Vogliono, le generazioni nuove di tutto il mondo, vogliono far passare la storia e la civiltà dalla stagione storica dell'inverno, alla stagione storica della primavera e dell'estate... Dicono le nuove generazioni: perché attardarsi ancora nella stagione invernale delle armamenti nucleari e della guerra? ... Le nuove generazioni hanno visto la "terra promessa" verso cui è avviata in modo irreversibile la storia presente e futura del mondo che è la via della pace.

Giorgio La Pira

 

"Sarà l'inizio di una nuova era quel giorno in cui i popoli non saranno più racchiusi nel proprio guscio a contemplare la propria bellezza e a tenersi stretti con i denti i propri tesori,ma sapranno metterli a disposizione degli altri popoli"

Chiara Lubich